Koinonia Gennaio 2019


Comunità dell’Isolotto - Veglia di Natale 2018

 

NESSUNO È STRANIERO SU QUESTA TERRA

Firenze, 24 dicembre 2018

ore 22:30 - ex-Baracche verdi, via degli Aceri 1

 

Desideriamo vivere questa Veglia di Natale riaffermando che l’unica strada possibile per affrontare le nuove povertà, le paure generate dall’economia neo-liberista, le insicurezze che il mondo contemporaneo produce, le guerre e le violenze, la crisi ecologica, è quella di riconoscersi tutti appartenenti ad un’unica umanità, di contrastare la guerra tra poveri, di lottare insieme contro ogni discriminazione, difendendo non i nostri piccoli privilegi ma i diritti per tutti; ed è quella urgente di avere cura del nostro pianeta e di tutte le creature che lo abitano.       

Questi non sono buoni sentimenti per anime belle, ma la sola strada percorribile - nell’alveo della non-violenza - per vivere insieme in modo umano; questo è il Natale inteso come nascita perenne, come tensione comune verso l’uguaglianza e la fraternità.

Se il Natale ci ricorda che Gesù è nato come un immigrato respinto, in una famiglia per la quale «non c’era posto per loro nell’albergo» (Luca 2,7) e che fu costretta dalla violenza del potere alla fuga in Egitto, ci ricorda anche che è dagli ultimi, dagli scartati provenienti dall’ultima periferia dell’impero, che può nascere una prospettiva di salvezza.

Il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, presente in tutti e quattro i Vangeli, non mostra un miracolo sensazionale ma mette a confronto due mentalità che ancora oggi ci interrogano. Da un lato quella di cui sono vittime anche i discepoli che rivolgendosi a Gesù dicono «manda via la folla perché vada in campagna o nei villaggi a comprarsi qualcosa da mangiare», «non abbiamo che 200 denari, come potremo sfamare così tanta gente?»: è la mentalità del comprare, del possesso, dell’accaparramento, della paura di non avere abbastanza e quindi del “prima noi e che gli altri vengano allontanati, si arrangino”. L’altra mentalità, indicata e praticata da Gesù, e probabilmente da altri di cui non ci è arrivato il nome, è quella della fiducia e della condivisione: non mandare via nessuno, non lasciare nessuno ad arrangiarsi da sé, affrontare i problemi insieme, mettere in comune quello che si ha, quello che si è, che si può e si sa fare.

In questo tempo in cui le persone sembrano o sono più che mai impaurite, disgregate e incattivite (come si legge nel recente Rapporto Censis), rinnoviamo la speranza nell’umanità e il nostro impegno per un mondo di pace, di rispetto reciproco, di giustizia, di dialogo e fraternità; un orizzonte che abita il messaggio evangelico, così come quello di tante espressioni della sapienza umana, nonché i principi della nostra Costituzione. Per dirla con le parole di Martin Luther King, ci rifiutiamo «di accettare il punto di vista secondo cui l’umanità è così tragicamente legata alla mezzanotte senza stelle del razzismo e della guerra e che la luminosa alba della pace e della fratellanza non potrà mai diventare una realtà»,.… crediamo «che la verità disarmata e l’amore avranno l’ultima parola. La speranza di un mondo sicuro e vivibile spetta agli anticonformisti disciplinati che si dedicano alla giustizia, alla pace e alla fratellanza».

 

La Comunità dell’Isolotto e la Comunità delle Piagge

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