Koinonia Agosto-Settembre 2021


Un testo di Hans Urs von Balthasar

TRADIZIONALISMO

 

Da non molto… la protesta si leva da quei gruppi che si sono appartati a destra, e si leva parte in franca opposizione all’ultimo concilio in nome della tradizione antecedente, parte restando ai margini della Chiesa e appoggiandosi dove può: sugli evidenti errori dei progressisti, sul mantenimento delle vecchie forme di liturgia e di pietà, e, non da ultimo, su numerose rivelazioni private, siano esse riconosciute dalla Chiesa ufficiale o non lo siano (come il più delle volte).

In taluni gruppi codeste rivelazioni private (soprattutto mariane, perfino di Gesù, ma anche di santi) surrogano la mancanza di vita che essi non possono sperimentare a causa del loro rigido attaccamento a forme del passato. Talune di queste rivelazioni sono piene di minacce per il futuro o esigono pratiche espiatorie da eseguirsi scrupolosamente. Altre palesano, nella loro verbosità e scarsa sostanziosità, che probabilmente un’ispirazione genuina vi è stata accolta e ottenebrata da un medium psichico alquanto torbido.

L’altalenare fra questi due estremi - attaccamento ostinato a vecchie forme e umile implorazione al volere del cielo – rivela una mancanza di centralità e di equilibrio. Si sottolinea l’ecclesia apostolica e sancta, ma il gruppuscolo protestatario vuol essere al tempo stesso l’una, ed è impossibile, e la catholica, che per natura sua non può consistere in un’opposizione. Ciò che più inquieta, nella situazione della Chiesa odierna, è questo: all’ala sinistra, alquanto caotica ma forte in fatto di media, si contrappone a destra una quantità di formazioni certo zelanti ma più o meno introverse, quasi settarie, che naturalmente avanzano tutte la pretesa di essere loro il centro, mentre di fatto impediscono che ne prenda corpo uno che stia al di sopra di esse e rappresenti vivamente la viva tradizione.

Prende o dà scandalo, come ebbe a sentenziare Guardini, chi pretende di aver ragione adducendo argomenti «penultimi», cioè non perentori. Simili ragioni penultime sono in questo caso il clamoroso abuso del nuovo Ordo liturgico da parte di un gran numero di ecclesiastici, mentre la ragione ultima parla, nonostante tutto, per la Chiesa del Concilio e contro i tradizionalisti. La S. Messa aveva urgente bisogno del rinnovamento, soprattutto di quell’attuosa partecipazione di tutti i fedeli all’azione sacra che nei primi secoli era qualcosa di assolutamente pacifico. Tutt’al più - come hanno ribadito P. Louis Bouyer e anche il cardinale Ratzinger - si sarebbe potuto tollerare ancora per un determinato tempo la vecchia messa preconciliare (nella quale, dai tempi di Pio V, sono state apportate a più riprese numerose e sostanziali modificazioni); a poco a poco questa messa avrebbe finito per estinguersi organicamente. Quel che, inoltre, i tradizionalisti non considerano, è che quasi tutto il «nuovo» inserito nel messale di Paolo VI deriva dalle più antiche tradizioni liturgiche, che il suo pezzo forte, il Canone Romano, è rimasto immutato, che il ricevere l’ostia nelle mani e in piedi è stato abituale fino al IX secolo e dei padri della Chiesa ci testimoniano che i fedeli si toccavano devotamente occhi e orecchie coll’ostia prima di consumarla. Non dovremmo dimenticare, dice Ratzinger, «che impure sono non le sole nostre mani, ma anche le nostre lingue» - Giacomo dice che la lingua è il nostro membro più peccaminoso (Gc 3, 2-12) - «e anche il nostro cuore… Il massimo rischio e nel contempo la massima espressione della misericorde bontà di Dio è che sia lecito toccare Dio non solo con le mani e la lingua, ma anche con il cuore» (J. Ratzinger, Eucharistie - Mitte der Kirche. Vier Predigten, Muenchen, Erich Wewel, 1978, 45).

Il tradizionalismo si appoggia a forme non basate su di una teologia e una filosofia vive e che già per questo non possono rivendicare una validità oggi persuasiva. Ovviamente la situazione varia a seconda delle regioni; altro è che in un certo paese interi ambienti si appartino rabbiosamente e pubblichino i loro fogli, altro è che in un cert’altro manipoli di laici generosi ingaggino una battaglia col clero progressista, costituendo gruppi di preghiera intensiva, sostenendo case di esercizi spirituali con un ampio raggio di influenza, pubblicando volantini realmente edificanti. Qui lo spirito genuino ha una chance di vincere il Golia di una lettera possentemente organizzata in entità burocratica. Qui la cosiddetta «destra» si avvicina a quel centro che è l’unico da cui possa promanare l’auspicato rinnovamento conciliare e sul quale possa edificarsi una teologia aperta sia a una rivelazione non sminuita sia alle necessità dell’ora: il centro che solo - al di sopra di destre e sinistre, divenute incapaci di dialogo - è in grado di conferire nuova forza anche fra gli uomini alla Parola di Dio»

                                                                          

Hans Urs von Balthasar

Piccola guida per i cristiani, Milano, Jaca Book, 1986 (ed. orig. 1980), 111-114,

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