CRISTO RE DELL'UNIVERSO

(Dn 7,13-14; Sal 92; Ap 1,5-8; Gv 18,33B-37)
22 Novembre 2009



PER QUAGGIÙ

"Dunque tu sei re?" chiede Pilato a Gesù. La risposta: "Tu lo dici. Per questo sono venuto nel mondo".
Cosa avrà pensato Pilato? Strano! È venuto nel mondo per essere re, ma il suo regno non è di questo mondo. Allora perché ci è venuto? Dice di rendere testimonianza alla verità. Ma quale? Pilato non capisce ma di sicuro intuisce che in quell'uomo disarmato c'è qualcosa che va al di là, una verità diversa da quelle conosciute.
Gesù è re di questo mondo ma in un modo "altro", per portare in questo mondo un modo diverso di esercitare il potere: non come dominio, ma come servizio. Noi diciamo che capiamo Gesù. Ne sprechiamo di parole, ma poi pratichiamo e testimoniamo il suo modo alternativo di essere re? Sappiamo benissimo che essere re alla maniera di Gesù è l'unico modo possibile per rendere questo mondo più abitabile e bello per tutti. Tutto il male infatti parte dal voler esser re alla maniera del mondo.
I discepoli di Gesù accettano di essere re come Gesù, accettando di servire e non di essere serviti in questo mondo. Coraggiosi come agnelli in mezzo ai lupi e non lupi vestiti da agnelli! Se vogliamo mettere in crisi il potere di Pilato dobbiamo presentarci davanti a lui come il Maestro. Se Gesù si fosse presentato davanti a lui con tutta la corte papale, il procuratore non avrebbe avuto dubbi: lo avrebbe condannato senza pensarci due volte.
Pensiamo al nostro piccolo mondo e al nostro piccolo essere chiesa: la casa, il condominio, il posto di lavoro, le relazioni sociali… siamo capaci di essere re alla maniera di Gesù?
Re non di quaggiù ma per quaggiù.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro