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La domanda è tutt'altro che retorica e la risposta non è scontata. È interrogativo reale, e nasce dal fatto che il Concilio Vaticano II è percepito sempre più come "segno di contraddizione". Assistiamo in effetti a ripetuti interventi di precisazioni ed interpretazioni autorevoli di tutto il corpus dell'insegnamento del Concilio, depotenziato di tutta la sua forza storica ed ispirazione profetica, sottoposto al vaglio di purificazione dottrinale, tanto da chiedersi: ma questo Concilio ha avuto una sua specifica ragion d'essere, a cosa in realtà è servito, e a cosa servirebbe una volta sfrondato e ridotto a nudo tronco dogmatico? In ultima analisi, non se ne sarebbe fatto volentieri a meno? Niente di strano, se già in fase di Commissione centrale preparatoria si dibatteva se "Difendere la dottrina o annunciare l'evangelo" (Cfr l'opera omonima di Antonino Indelicato, Marietti 1992).
Quale che sia la risposta da una parte e dall'altra, a noi interessa individuare una via da seguire, per mantenere in vita quanto è nato e ci è stato dato in questa nuova Pentecoste della storia: al di là di questioni troppo domestiche, qualcosa va raccolto perché non si volatilizzi. Se anche il Vaticano II nel suo complesso è "segno di contraddizione", questo non può essere risolto d'autorità o d'imperio, solo o prevalentemente nella dimensione di un magistero primariamente dottrinale. Se è vero che Giovanni XXIII ha inteso superare questo ostacolo, a favore di un "magistero a carattere prevalentemente pastorale". Sempre magistero, ma magistero diverso!
Mentre dunque il Concilio si è preoccupato della formulazione e del rivestimento del depositum fidei - salvo restando il significato dottrinale - ora si cercherebbe di riportarlo tutto alla pura e semplice versione dottrinale. E questo per mano di un Papa teologo, e quindi attraverso lo strumento di una teologia o modo di pensare la fede, che però non può essere l'unico. Ma ce ne sono altri che si facciano valere come sviluppo organico del progetto conciliare? Prima che per una necessaria alternativa di confronto, per dare un orientamento unitario alle forze che al Concilio si ispirano e ci tengono, ma in ordine troppo sparso e solo apparentemente unitario! Se l'ipotesi è valida, è davvero una bella impresa!