ASCENSIONE DEL SIGNORE

(At 1,1-11; Sal 46;Ef 4,1-13;Mc 16,15-20)
24 Maggio 2009



PREDICARE DAPPERTUTTO

"Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano". Così termina il suo vangelo. Da questo si potrebbe quasi capire che lo scopo dell'incarnazione di Gesù - secondo Marco - sia stata, oltre che quella di salvarci dalla morte, anche quella di creare un piccolo gruppo - undici - disponibile a portare il suo messaggio per le strade del mondo attraverso la creazione di altri gruppi che creano altri gruppi, come il torrente che attraverso i ruscelli irriga tutta la vallata. Questa è la Chiesa. Questo siamo noi. O meglio: questo dovremmo essere. C'è da dire che sia come singoli che come comunità diamo più l'idea di un lago stagnante che altro. Appariamo come gente pronta più per la poltrona che per la strada.
È necessario ritornare a pensarci come chiesa pronta per partire e non più statica. Questo è un comando del Signore. Anche a noi oggi i due uomini in bianche vesti dicono: "Perché state a guardare il cielo?". Tornate sulla terra. Datevi uno scossone e partite a predicare dappertutto. È difficile certo portare questa riflessione nella pratica, ma è possibile. Basta che tutti noi, al termine della celebrazione, partiamo e predichiamo dappertutto: tra la gente che incontriamo tornando per strada, in casa con i familiari, con i vicini, con gli amici con i quali passeremo il pomeriggio, e domani in tutti i luoghi in cui la vita ci porterà: bar, autobus, ufficio, fabbrica, libreria…
Dovunque con parole, gesti veri, liberanti, di amore, di gratuità. Anche così la nostra messa smetterà di essere come una tassa da dover pagare e diventerà quello che davvero è: un rifornimento di energia per partire e predicare dappertutto assieme al Signore risorto .

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro