XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Pro 9,1-6; Sal 33; Ef 5,15-20; Gv 6,51-58)
16 Agosto 2009



PANE DI VITA

Siamo sempre nella grande catechesi di Giovanni sul pane di vita. Non è un caso se nel Vangelo di Giovanni non troviamo il racconto dell'eucaristia nell'ultima cena ma troviamo un grosso capitolo sul pane di vita. Su questo punto Giovanni l'evangelista pone sulle labbra di Gesù parole molto esigenti per i credenti, che non lasciano spazio a facili e superficiali interpretazioni per chi si dichiara discepolo del Signore.
Gesù in questo brano ci dice che: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me". Visto e illuminato nell'ottica dell'Eucaristia, questo passo di vangelo ci inchioda sulla croce dell'amore come Gesù. "Chi mangia di me, vivrà per me" e cosa significa vivere per Gesù? Significa vivere come lui ha vissuto. Dicevamo che nel Vangelo di Giovanni non c'è il racconto dell'istituzione dell'Eucaristia. Questo non perché non fosse celebrata nella sua comunità, ma forse perché c'era il rischio che fosse svilita, smentita. Cioè forse c'era il rischio - ieri come oggi - che si partecipasse all'Eucaristia ma poi non si mettesse in pratica il comandamento ultimo: "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato". Cioè il rischio era quello di smentire l'amore. Ecco perché Giovanni al posto del racconto dell'istituzione dell'eucaristia mette la scena bellissima della lavanda dei piedi, cioè dell'amore fino all'estremo del fratello. Il farsi prossimo nell'Amore dell'altro. Un amore folle, incomprensibile per molte logiche solo umane.
Sì, vivere come Gesù è assumere questa logica ed i credenti debbono essere ben consapevoli che mangiano il corpo di Gesù e bevendone il suo sangue nell'Eucaristia, si impegnano ogni volta a vivere come Gesù, ad assumerne lo stile, la forza e la missione.
A pensarci ci vengono i brividi. A pensarci bene ci viene voglia di partecipare in modo più serio e degno al banchetto dell'eucaristia. A pensarci… è l'unica cosa che dà senso al nostro essere qui…

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro