XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Nm 11,25-29; Sal 53; Gc 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48)
27 Settembre 2009



CON GESÙ

La tentazione di dividere il mondo in "i nostri" e "i non dei nostri" è sempre attuale e genera molti disastri. Gesù riprende i suoi che avevano impedito ad uno - che non era del loro gruppo - di scacciare i demoni nel nome di Gesù. Le parole di Gesù sono chiare: "Chi non è contro di noi è per noi". Queste parole chiedono di girare alla larga da ogni singolo cristiano, gruppo, associazione che pretenda di possedere l'esclusiva della fede in lui. Queste parole ci esortano ad avere il cuore grande di Mosè: "Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!".
Essere di Gesù significa, tra le tante cose, non scandalizzare i piccoli. Facendo attenzione a non fraintendere il termine scandalizzare. Per la Bibbia questo termina ha un'accezione molto larga e profonda. Scandalizzare non significa soprattutto far vedere le donne nude. Questa accezione per la Bibbia è marginale rispetto ad altri significati. Scandalizzare per la Bibbia è tutto ciò che mette a rischio la fede degli altri, che ne indebolisce la sicurezza, che fa dubitare della bontà e dell'amore di Dio e perciò allontana da lui.
Scandalo è lasciare nella miseria, nell'abbandono, nell'indifferenza, nella solitudine, nel non essere contenti della vita donata da Dio.
Scandalo è sfruttamento (ogni genere!), violenza, abuso, ingiustizia nei confronti dei più deboli: i piccoli. Su chi scandalizza piovono le parole di Gesù. Tremende! Sì, perché il cuore di Dio è, all'ennesima potenza, come quello delle madri: guai se soltanto gli parli male dei figli, anche quando sono delinquenti patentati!
Essere con Gesù è non dividere le persone tra "i nostri" che stanno bene, che possono accumulare e gozzovigliare, e "i non dei nostri" che vengono strumentalizzati per accumulare. Essere con Gesù dunque significa sapere che tutti sono di Dio e quindi tutti sono dei nostri e comportarsi di conseguenza.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro