XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Gen 2,18-24; Sal 127; Eb 2,9-11; Mc 10,2-16)
4 Ottobre 2009



AMORE INDISSOLUBILE

Dio si prende cura dell'uomo, della sua solitudine. Il Vangelo di oggi ci invita a fermarci sulla relazione, e nel caso specifico sulla relazione tra uomo e donna "carne della sua carne". Il matrimonio, vissuto in tutto il suo splendore e bellezza, unifica. Unifica le forze dell'intelligenza, che si orientano verso la vita matrimoniale e familiare. Unifica le forze della volontà, che accetta l'amore della persona amata e tende a farle del bene. Unifica il cuore, incentrandolo nello sposo o nella sposa e nei figli. Unifica le esperienze della vita, che sono vissute tutte in riferimento all'esperienza fondamentale, che è l'esperienza coniugale e familiare. La nostra vita assume un significato profondo quando viene vissuta come Dio vuole, cioè con la consapevolezza che siamo creature in relazione e non possiamo chiuderci in noi stessi.
C'è gioia nel dare, è vero. Ma è più difficile ricevere, accettare gratuitamente.
Dio, nel suo piano, ci vorrebbe così: aperti al dono.
Consapevoli che abbiamo bisogno degli altri.
Al dono di Dio possiamo solo dire grazie che deve caratterizzare la nostra esistenza. La fedeltà nel matrimonio è uno degli aspetti di questo grazie che dimostra la nostra qualità di discepoli del Signore, partecipando del Regno che verrà e che è già presente. Quale è la via che porta a questa unità con Dio?
La nostra accoglienza del Regno, offerto gratuitamente nella persona di Gesù agli uomini, si dimostra nella nostra accoglienza e nella fedeltà alla propria vocazione, nel sopportare l'altro con lo stesso amore con cui siamo stati amati da sempre e per sempre lo saremo.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro