XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Gs 24,1-2.15-17.18; Sal 33; Ef 5,21-32; Gv 6,60-69)
23 Agosto 2009



DETERMINAZIONE E STILE

Spesso, negli ultimi anni si sente dire qua e là che questi non sono tempi buoni per la Chiesa. In se stessa e nel suo rapporto con l'esterno. Tutte cose che possono essere condivisibili, anche se poi c'è chi sostiene anche autorevolmente che, rispetto ad altre epoche passate, questo è un periodo sì ricco di difficoltà ma anche pieno di idee e progettazioni forti.
Certo se la pietra di paragone per decretare un successo o meno della Chiesa, in qualità di comunità dei credenti, resta solo il criterio della conta… beh sì allora siamo messi non male ma malissimo. Siamo in diminuzione, siamo in minoranza e molti questo non lo accettano ed ecco allora che nascono battaglie ideologiche che col Vangelo hanno poco a che vedere. Oppure si cerca la crociata, ci si arrocca, si perde di vista l'umano e ci si rifugia nel dogmatismo.
Per fortuna Gesù non era e non è di questo parere. Nel brano di oggi, dopo il lungo e densissimo discorso sul pane di vita, Gesù incontra il fallimento: molti dei suoi vanno via. Anche i dodici sono tentati di farlo. "Questa parola è dura" anche per noi. Se fossimo stati lì al posto di Gesù molto probabilmente per fermare la fuga e la diaspora dei fedeli, saremmo scesi a compromessi; avremmo annacquato il vangelo… avremmo ceduto qualcosa pur di non perdere consensi.
In effetti è quello che ci accade ogni giorno, in ogni ambito. Dal lavoro, al partner agli amici, alla parrocchia, ai gruppi. Gesù ci insegna a stare in questo mondo da uomini e donne veri. Senza scendere a compromessi sulle questioni ed i temi cruciali della vita degli uomini. Ci insegna a non mercanteggiare i valori autentici della vita. Inoltre ci insegna anche una cosa che sovente noi cristiani dimentichiamo facendo un grave danno al Vangelo: lo stile. Sì, Gesù pur restando fermo nelle sue convinzioni e senza scendere a compromessi su quello che conta davvero, non lo fa mai in modo arrogante, ma senza superbia, superiorità. Senza strillare. Con decisione e determinazione ma senza mai imporre nulla. Sì, Gesù è sempre per il "se vuoi…" oppure è per il semplice ma determinato: "Volete andarvene anche voi?".
Ad ognuno di noi la risposta.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro