XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Dt 4,1-2.6-8; Sal 14; Gc 1,17-18.21-22.27; Mc 7,1-8.14-15.21-23)
30 Agosto 2009



FORMALISMO E CUORE PURO

Il rischio di sempre, di ogni epoca, per la religione è l'ipocrisia. L'essere a parole in pubblico in un certo modo e poi nel privato l'esatto contrario di quello che si professa e si difende. Gesù con l'ipocrisia non è mai tenero ed il perché possiamo verificarlo ogni giorno in noi stessi ed in chi ci sta intorno. Uno dei rischi dell'ipocrisia è quello di dare la colpa sempre a qualcosa o qualcuno di esterno. "È colpa della mancanza di polizia nelle strade se avvengono gli stupri… è colpa delle strade senza protezione o dell'alcool se la gente muore ogni sabato sera… è colpa delle poche leggi sulla sicurezza se ci sono morti sul lavoro che sembra di stare in guerra…" e potremmo continuare per molto ancora. È sempre colpa di qualcosa di esterno. Sì, è anche così, ma è anche vero che prima di invocare più polizia, più tolleranza zero, più illuminazione sulle strade, più controlli… dovremmo invocare una maggiore coscienza pure per ognuno di noi. Sì, perché sta a me, al mio interiore, alla mia educazione scegliere se essere onesto o ladro. Sta al mio cuore, come ci dice Gesù oggi nel vangelo, decidere se bere fino a non reggermi in piedi e mettermi alla guida oppure se contenermi. Sta al mio cuore scegliere se vivere la sessualità come qualcosa di serio e vero oppure come le show girl o i bellocci di turno che spettacolarizzano tutto banalizzando e cosificando tutto.
Ancora oggi le parole di Gesù risuonano verissime per la vita di ognuno di noi. Esse risultano anche portatrici di un cammino di liberazione da tutte le restrizioni che le religioni di ogni tempo tentano più o meno volontariamente di creare ed imporre: "Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro". E diceva [ai suoi discepoli]: "Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo"".
Sì, è l'interno, il cuore al quale dobbiamo ritornare costantemente, vigilando e combattendo ogni sorta di intrusione cattiva che vi possa mettere piede e nidificare. È un'arte difficile ma affascinante. Un cammino che dura tutta una vita. Un cammino e una beatitudine eterna.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro