XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(1 Re 19,4-8; Sal 33; Ef 4,30-5,2; Gv 6,41-51)
9 Agosto 2009



CIBO PER TUTTI I GIORNI

Nella vita dei credenti non mancano (speriamo) tempi e momenti di stanchezza ed aridità spirituale. Elia, uno dei più grandi profeti di Israele, non ne è stato esente. Lo stesso Gesù ne farà esperienza in maniera esplicita nella sua passione, ma sicuramente fu tentato lungo tutto il ministero pubblico.
La stanchezza, l'aridità spirituale dovuta a mille motivi, i più svariati, non deve essere un motivo per gettare la spugna. Sì, spesso noi siamo tentati di fare questo, di lasciarci andare a pensieri disfattisti intrisi di tristezza e pessimismo. E forse le circostanze confermerebbero anche la validità delle nostre tesi. È quello che è capitato ad Elia, è quello che avranno pensato i conterranei di Gesù che anche di fronte a grossi segni (moltiplicazione dei pani!) preferiscono non credere alla presenza di Dio nella loro vita, ma iniziano a confrontarsi tra di loro circa le origini umane di Gesù, quasi a rafforzare la loro tesi che nulla può cambiare, che Gesù è solo un semplice uomo, che Dio non può interessarsi di loro…
Ma si sbagliano e ci sbagliamo. Il Signore si prende cura di noi, sempre, anche quando tutto sembra perduto, anche quando circostanze e persone sembrano contraddire tale presenza divina. È quello che è successo ad Elia nella caverna quando alla sua richiesta di morte Dio dà ascolto e risponde con pane per il nutrimento in vista del cammino. Sì, Dio ci vuole in cammino, si dona affinché nutrendoci di lui, della sua Parola e dell'Eucaristia, sappiamo essere in cammino e a nostra volta nutrimento di chi incontriamo.
Sì, il cammino di ognuno di noi è come quello di Israele nel deserto. Fatto di momenti buoni ma anche di difficoltà, paure, cedimenti. Oggi più di allora abbiamo un valido nutrimento per la vita di tutti i giorni, per la concretezza di ogni giorno. Abbiamo un pane che non si esaurisce mai, che dona forza, coraggio, scioltezza nel camminare.
Sì, i cristiani hanno avuto come primo nome quello di "quelli della via". Un perché ci sarà stato ed un perché oggi non possiamo più tanto dirci tali pure ci deve essere.
Siamo noi a dover scegliere se metterci in cammino con Gesù o restare nelle nostre prigioni. Il cibo per camminare sappiamo dove ed in che quantità prenderlo. Siamo pronti a partire?

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro