
Quando ascoltiamo questa pagina del vangelo di Giovanni possiamo restare un po' meravigliati. Diciamolo anche francamente, questo Gesù ci può apparire un po' presuntuoso: "Senza di me non potete far nulla". Se lo andiamo a verificare nella vita, abbiamo la prova che possiamo fare molte cose. Oggi poi che non tutti si dichiarano cristiani, oggi che c'è il multiculturalismo, le diversità sono non solo visibili ma addirittura (per fortuna) riconosciute e manifestate, questa affermazione di Gesù potrebbe apparire stonata. Tiziana Caputo e Alessandro Lauro
In effetti di cose anche senza Gesù ne facciamo e se ne fanno tante, e se ne faranno. Ma le cose che durano per sempre si possono fare solo con Lui! Le cose che restano e che durano anche dopo il nemico più grande (la morte) le possiamo fare davvero solo se restiamo nella sua Parola, cioè se la viviamo ogni giorno. Tutti noi desideriamo che il bene che facciamo ai nostri cari e che riceviamo da loro non finisca mai. È un giusto desiderio. E per fare questo ci affanniamo a fare molte cose (come Marta) e questo anche è buono. Ma la garanzia che tutto questo duri in eterno possiamo averla se lo compiamo nel solco di Gesù. Qual è questo solco?
È necessario essere nella vite perché Gesù non è una parte ma tutto. Non basta essere in qualche modo collegati a lui. È necessario essere radicati in lui, essere lui! Vivere la vita come una storia d'amore fino all'estremo, fino in fondo. Essere lui per farlo vedere e farlo toccare e per fare questo dobbiamo pensare ed agire per le strade della vita (la casa, il lavoro, gli amici, il tempo libero, i rapporti sociali, la politica…) come ha fatto lui per le strade della Palestina.
Sì, i cristiani sanno che senza Gesù, senza essere Lui non possono fare nulla. Nulla di buono. Nulla di vero. Nulla di bello. Nulla che duri per sempre. La condizione per uscire dal "nulla" e "portare molto frutto" - dice Gesù - è "rimanere in lui come i tralci nella vite".