Vangelo insieme...
26 Febbraio 2012
Entrando in tempo di Quaresima, si interrompere la lettura in sequenza di Marco. Ma è significativo che le parole con cui terminava il passo del vangelo della domenica precedente (la IX del tempo ordinario) ci parlassero di un consiglio tenuto da farisei ed erodiani "contro di lui per farlo morire" (Mc 3,6). La via crucis è già cominciata da tempo e si prolunga giorno dopo giorno come ombra fino alle tenebre del Calvario, quando, "venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra" (Mc 15,33.) Alberto B. Simoni
La prospettiva quaresimale, dunque, prima d'essere un fatto simbolico e rituale, è istanza reale e storica: è la lotta tra la luce e le tenebre nel mondo e nel cuore degli uomini! Quella lotta in cui Giovanni, nel vangelo e nelle lettere, vede impegnato fino all'estremo "Gesù Cristo giusto", e noi con lui: "il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende" (1Gv 2,8).
Ed è significativo il fatto che per presentare questa prospettiva la liturgia ci riporti indietro, a Mc 1.12-14, là dove si parla della "tentazione nel deserto" e quindi della iniziale predicazione del vangelo di Dio. Riflettendo sul primo di questi due momenti, abbiamo già avuto modo di dire come in poche parole e con scarne immagini si delineasse tutta la vicenda di Gesù, quasi che i vv. 12-13 fossero il portale di tutto il Vangelo, in biblica antitesi alla scena del Giardino dell'Eden, da una parte e ai quaranta anni di prova e di cammino nel deserto: c'è la presentazione degli attori del dramma che sta per consumarsi ed il senso profondo del dramma stesso.
Protagonista invisibile della vicenda è lo Spirito di Dio, che conduce Gesù, dopo l'investitura messianica del Battesimo, nel deserto, luogo disabitato e della solitudine, dove l'unica compagnia è quella originaria delle fiere da una parte e degli angeli dall'altra, simbolo di alleanza (vedi I lettura): il nuovo Adamo o uomo nuovo, sospeso tra mondo e Dio è anch'egli "tentato da Satana". C'è dunque un antagonista all'opera dello Spirito, quel Satana che è espressione dei poteri perversi che si impadroniscono dell'uomo per sottrarlo a Dio.
Si precisano alcune caratteristiche della prospettiva spirituale dei quaranta giorni. Gesù deve restare solo, come principio di una nuova umanità. Non va con Giovanni, non si divide in uomo-donna come l'Adamo di Gen 2-3, non ci sono ancora discepoli: deve prendere su di sé la prova da solo, iniziando così l'avventura nuova dell'essere uomo. Il dramma si consuma quindi in lui, mentre satana e gli angeli stanno ad indicare le possibili direzioni della sua vita: o soccombere nella prova servendosi degli altri (le tentazioni), o servire gli altri offrendo la propria vita ("e a Lui solo servirai").
Come si svolge questo dramma ci viene fatto capire subito dopo, a cominciare da quando "Giovanni fu arrestato". Infatti: "Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono" (Mt 11,12). È il dramma della predicazione del vangelo di Dio: la potenza del regno di Dio si proietta sul mondo appunto come "vangelo" e provoca o alla fede o alla ribellione . Ed è qui che nasce il conflitto che attraverserà tutto il vangelo fino tutto il cammino di Gesù fino alla croce; ed è questa la via di quanti attraverso la fede si lasciano coinvolgere in questo dramma.
Il messaggio della Quaresima è la partecipazione vissuta alla vicenda o mistero di chi è "messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito". È la rinnovata consapevolezza del Battesimo che ora salva noi, così come nella sua figura altri furono salvati dall'acqua, "quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè", battesimo che è "invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza".
I battezzati dovrebbero essere voce profetica per quanti rivolgono a Dio invocazioni di salvezza con una buona coscienza: in questo senso la Quaresima si offre come riscoperta e annuncio del proprio battesimo.