Vangelo insieme...



IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Dt 18,15-20; 1Cor 7,32-35; Mc 1,21-28)
29 Gennaio 2012


Il passo odierno del vangelo suggerisce il recupero di due versetti, sempre di Marco, che fanno da ponte tra il momento del Battesimo e l'inizio della predicazione di Gesù. È importante averli presenti, perché segnalano una dimensione importante di tutto il secondo vangelo: "Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano" (Mc 1,12-13).
Dopo che i cieli si erano aperti, Gesù è indotto da quello stesso Spirito, che era disceso su di lui in forma di colomba, in una situazione di conflitto e insieme di riconciliazione, quasi nuovo Adamo tentato ma non sconfitto: comincia il combattimento contro satana per la instaurazione della pace di Dio tra cielo e terra. È il nuovo Esodo per la liberazione definitiva ed è come la prospettazione di tutta l'opera messianica di Gesù sotto la potenza dello Spirito, quell'opera che verrà riassunta così da Pietro: "Dopo il battesimo di Giovanni Dio consacrò in Spirito santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui" (At 10,37-38).
"Di fatto tutte le narrazioni di liberazione di demoni e di spiriti impuri in Marco vengono localizzate in luoghi di frontiera o di confine, per sottolineare la dimensione universalistica dell'esodo di Gesù, venuto a liberare non solo il popolo di Israele, ma tutte le nazioni" (A.Maggi). Non a caso, alla prima predicazione del Regno fa seguire proprio un gesto liberatorio del genere "a Cafarnao… di sabato... nella sinagoga" - in territorio pagano, in un giorno sacro, in un momento di culto - tutte circostanze che evidenziano il senso dell'azione messianica di Gesù tra gli uomini.
Egli si mette ad insegnare: possiamo pensare a qualcosa di analogo a quanto riferisce Luca sulla visita alla sinagoga di Nazaret, quando Gesù presenta se stesso e segna l'inizio del suo ministero dando una svolta all'interpretazione dei profeti; oppure possiamo pensare a Gesù che sale sulla montagna e prende la parola per ammaestrare, in antitesi a quanto è stato detto agli antichi. Nel caso di Marco la gente avverte questo cambiamento in opposizione all'insegnamento degli scribi o teologi di professione: egli ha autorità, è efficace e credibile, perché è libero e rende testimonianza alla verità, senza guardare in faccia a nessuno.
È chiaro che gli scribi si sentono minacciati e sentono vacillare il loro sistema di potere e di ipocrisia che soggiogava il popolo. Lo scontro tra lo spirito di verità e lo spirito della menzogna, insediatosi nella sinagoga, non può essere più violento: e se a Nazaret fu minacciato e cacciato fuori dalla sinagoga, qui è invitato a starsene al di fuori e a non compromettere la loro posizione e la loro sicurezza. Se anche riceve un riconoscimento - "io so chi tu sei: il santo di Dio" - è solo per dire che deve stare alla larga e non deve entrare nelle loro faccende. La sinagoga e la cattedra di Mosè non sono il suo ambiente.
Ma Gesù non si lascia intimidire dal potere costituito o suggestionare dal perbenismo della tradizione ufficiale e non esita ad alzare la voce per sgridare quell'uomo e mettere a tacere lo spirito di inganno e di menzogna da cui era posseduto: suscitando le ire e le reazioni più scomposte, ma alla fine spuntandola su ogni spirito di opposizione alla sua parola di verità. Il fatto nuovo è innegabile e non può non suscitare sorpresa e timore.
Ma bisogna rimanere ai fatti: il potere esercitato sugli spiriti immondi non è altro che una dottrina nuova insegnata con autorità! La vera guarigione degli spiriti immondi non è altro che parola di verità che libera: niente di magico o di taumaturgico! Anche perché non si tratta di guarire questo o quel posseduto, ma si tratta di liberare il mondo dalla schiavitù della menzogna, di cui satana è il padre, e dalla ipocrisia, che è il lievito degli scribi e dei farisei!
La questione di fondo rimane questa: se contentarsi di dare ascolto ad ogni profeta che ha la presunzione di parlare in nome di Dio o in nome di altri dei (o altre preoccupazioni) o ascoltare e seguire quel profeta che Dio suscita in mezzo ai fratelli per dire le sue stesse parole, con autorità. Gesù Signore, liberaci da ogni spirito immondo dell'assuefazione, del falso rispetto, del consenso acritico e di comodo e donaci lo stupore del tuo insegnamento!

Alberto B. Simoni

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