II DOMENICA DI PASQUA

(At 4,32-35; Sal 117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31)
19 Aprile 2009



In Tommaso tutti noi

Tommaso rappresenta tutti noi. Dei vari personaggi del Vangelo di Giovanni possiamo imitarne e riconoscerci in qualcuno ma mai pienamente. In Tommaso al contrario possiamo riconoscerci e rispecchiarci in pieno tutti noi. Questo discepolo è capace di grandi azioni di slancio in tutto il vangelo di Giovanni ma anche di grandi cadute e straordinarie riprese come in questa pagina di Vangelo.
Il Signore è risorto e apparso a Maria Maddalena, Giovanni e Pietro hanno avuto modo di vedere la tomba effettivamente vuota. Ora mentre tutti si trovavano rinchiusi nel cenacolo per paura dei Giudei, Tommaso non era con loro. È uno smacco. Perché non c'era? Dov'era? Aveva rinunciato? Non lo sappiamo ma di fatto non c'è e questo da uno come lui non ce lo saremmo aspettato. Tommaso era colui che aveva detto ai discepoli: "Andiamo a morire con lui (Gesù)". E ora?
In sua assenza appare ai dieci il Signore e si manifesta come tale. Una volta rientrato anche Tommaso, evidentemente gli avranno detto molte volte: "Abbiamo visto il Signore" ed egli seccato da tanta insistenza risponde in tono stizzito: ""Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". È questa la reazione di una persona che è continuamente stimolata dagli altri che gli dicono: "Oh guarda che noi, Gesù lo abbiamo visto".
Tuttavia la richiesta di Tommaso in parte viene accolta. Ed infatti: "Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". Ecco che ora Tommaso ha la possibilità di avere la sua prova,tuttavia egli non mette nessuna mano e nessun dito ma fa la prima vera professione di fede del nuovo testamento: "Mio Signore e mio Dio!". Sì, Tommaso riesce a riconoscere Gesù come Dio! Una cosa che la chiesa farà solo molti anni dopo con un Concilio specifico! Straordinario questo personaggio nella sua capacità tutta umana di innalzarsi, cadere e rialzarsi subito.
Ma non finisce qui perché Gesù ha da dire qualcosa ancora: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Sì, qui ci siamo tutti noi. Noi tutti siamo come Tommaso, però a noi forse è più difficile avere apparizioni personali di Gesù. A noi è chiesta la beatitudine della fede, dell'adesione sincera al Signore. Questo Vangelo è stato scritto tutto affinché il lettore creda. E la buona notizia di oggi è che anche dopo tantissime e rovinosissime cadute, è sempre possibile risollevarsi credendo con sincerità nel Signore risorto.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro