
Quella di Gesù che entra nel tempio e sferza con una frusta i cambiavalute ed i commercianti del tempio è una scena inusuale per come abitualmente pensiamo al Signore. Certamente Gesù era un uomo vero e come tale ha provato sdegno ed ira verso situazioni di ingiustizia verso i più poveri e gli ultimi del suo tempo. Certamente Gesù ha provato la rabbia e l'ira di chi vede profanato l'unico vero tempio che Dio conosce ed accetta: l'uomo! Tiziana Caputo e Alessandro Lauro
Sì, il racconto giovanneo di questa domenica ci svela un messaggio fondamentale e sconvolgente. Quando Gesù afferma: "Distruggete questo tempio ed io in tre giorni lo riedificherò" l'evangelista annota che Egli non si riferiva al tempio fatto di pietra ma al suo corpo. E dopo la sua resurrezione, noi sappiamo che ogni uomo è tempio dello Spirito Santo. Ogni uomo, credente o meno (siamo noi che facciamo distinzioni. Dio non fa distinzioni di persone!) che lo sappia o meno è tempio inviolabile delle spirito Santo. Tempio di Dio. Ed il tempio non lo si rende un luogo di mercato, alla mercé di tutto e di tutti! Sì, in ognuno di noi è scritta indelebilmente l'immagine di Dio! Sempre, fino alla fine!
Noi siamo abituati sempre e giustamente a pensare che il corpo, il nostro corpo è fatto per il Signore. E questo è giusto e vero. Ma Paolo nelle sue lettere ci illumina e ci dice qualcosa di veramente straordinario che noi siamo stati capaci di relegare nel profondo dimenticatoio, ma che oggi più che mai abbisogna di essere rivalutato. Paolo scrive ai Corinti: "Il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo". Messaggio straordinario, il Signore è per il corpo! Il Signore, le sue energie di risorto sono al servizio del mio corpo! Gesù è chinato come alla lavanda dell'ultima cena sul mio corpo! È al mio servizio, al servizio di me, del mio corpo! Io credo che questo sia un messaggio sempre meno diffuso ma che ha una forza straordinaria e che in un cammino quaresimale svela davvero un nucleo fondamentale della fede cristiana: Dio a servizio dell'uomo! È così! Ed è qui lo scandalo del cristianesimo. È da qui che dovrebbero scaturire scelte coraggiosissime ed efficacissime nella vita di tutti noi. È partendo da questo che possiamo capire la portata dell'amore verso l'altro. Se non ci sentiamo amati, se non permettiamo al Signore di essere il nostro schiavo (ultima cena) come potremo conoscere il suo amore? Se non gli permettiamo di amarci, come potremo conoscerlo veramente? E se non lo conosciamo come annunciarlo? E come amare davvero l'altro nel suo nome?
Ma ne siamo coscienti? Ci crediamo che il Signore è prima di tutto a nostro servizio? Crediamo nei fatti che Egli ci ha amati per primo?