III DOMENICA DI PASQUA

(At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48)
26 Aprile 2009



Predicato a tutti i popoli

Gesù risorto si manifesta diverse volte prima di ascendere al cielo, e quando lo fa usa sempre le categorie della relazione: si fa compagno di viaggio, augura la pace, chiede da mangiare. Prepara da mangiare. È proprio da questi segni e solo da questi segni che i suoi discepoli sono in grado di riconoscerlo. È significativo quello che dice l'evangelista: "Per la gioia non credevano ancora". Sì, a volte la troppa gioia non permette di comprendere bene quello che sta accadendo, non permette la piena lucidità. Ed è proprio in questo squarcio di umanità che Gesù inserisce un gesto umanissimo che permette ai suoi di recuperare la tranquillità e la lucidità giusta: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Sì, è l'umanità di Gesù che permette di riconoscerne anche la divinità. Non a caso solo dopo questi gesti umanissimi, Gesù inizierà ad aprire loro la mente per comprendere le Scritture e da esse di comprendere il ruolo e la presenza del messia morto e risorto. E sempre non a caso, solo dopo questo Gesù chiederà ai suoi di annunciarlo a tutte le genti.
Cosa ne traiamo per noi oggi? Comprendiamo che il messaggio è importante ma che è altrettanto importante come tale messaggio viene trasmesso e testimoniato! Un messaggio vero ma trasmesso con l'arroganza e la presunzione oppure con uno sfoggio di mezzi potenti, finisce con lo svilirsi. Se Gesù fosse apparso con tutta la sua gloria di Dio avrebbe conquistato sì l'obbedienza ma sotto la dettatura della paura e della costrizione. No, Gesù vuole la nostra libertà e per questo sceglie le vie umane della relazione. La relazione di tutti i giorni, quali il mangiare, la convivialità, l'attenzione delle piccole cose quali anche il semplice chiedere da mangiare.
Sì, è attraverso queste piccole cose umanissime che passa veramente il comando di Gesù: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni".
Dio ha scelto l'umanità per rivelarsi e per relazionarsi agli uomini, per cui attenzione a dire che Gesù è Dio senza passare per la sua umanità. In gioco c'è l'annuncio vero a tutti gli uomini.

Tiziana Caputo e Alessandro Lauro