
La terza domenica di avvento, detta anche della gioia, ci ripresenta nuovamente la figura di Giovanni il Battista questa volta in dialogo con varie categorie di persone che ammirate e assetate di cose buone per lo spirito si recavano da lui. Oggi ci soffermiamo sulla domanda della folla. Nella folla della gente possiamo riconoscerci tutti. Nessuno di noi può sentirsi esente da appartenere a questa categoria e soprattutto tutti noi siamo - in misure diverse - assetati di buone notizie, di ricerca di senso. Ecco anche noi, come la folla del tempo di Giovanni, ci rechiamo da lui e facciamo nostra la loro domanda: "Che cosa dobbiamo fare?". Se domenica scorsa eravamo stati chiamati al "preparare" ora ci addentriamo anche un po' di più nello specifico di quel "preparare". Bene, la risposta di Giovanni il Battista è molto chiara, esigente e bella: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". Sì, per preparare la venuta del Signore nella vita di tutti i giorni, per dissetare la nostra ricerca di senso, la nostra voglia di bene, di nuovo, di bello, di umano siamo chiamati alla condivisione di ciò che abbiamo! Una condivisione di valori, di talenti personali, ma ancora una volta molto concretamente, anche di beni materiali. Tuniche e mantelli che per quei tempi erano una casa per chi viaggiava o non aveva dimora. Cibo che allora come oggi è il pane quotidiano presente al centro della più grande preghiera che Gesù ci ha lasciato. In una parola quello che Giovanni ci sta annunciando è quello che Gesù dirà per tutta la sia vita: "Amatevi gli uni gli altri". Sì, Gesù lo mostrerà per tutta la sua vita e lo suggellerà col gesto più alto che sarà il morire per gli uomini, nemici compresi. Questo è il battesimo in Spirito Santo di cui lo stesso Giovanni annuncia la venuta. Oggi dunque siamo nuovamente chiamati a fare un ulteriore passo in avanti per accogliere ogni giorno la venuta del Signore: il condividere quello che si possiede. Questa è la vera povertà. Dio non ci vuole poveri, straccioni, sporchi e brutti. Non sarebbe un Dio credibile. Ma ci vuole capaci di condividere affinché tutti gli uomini abbiano pari dignità, salute e vita. Non possiamo più nasconderci dietro belle parole, da oggi ogni giorno dobbiamo essere consapevoli che se vogliamo seguire il Signore dobbiamo essere capaci di condivisione. Questa sì che sarebbe una gran bella e silenziosa rivoluzione. Questo è vangelo vivo.
Tiziana Caputo e Alessandro Lauro